Parmigiano-Reggiano

Le fonti più autorevoli collocano la primogenitura del Parmigiano Reggiano nella media vallata dell’Enza, a cavallo delle province di Parma e Reggio Emilia, nel cuore del comprensorio di produzione formato dai territori delle province di Bologna, Mantova, Modena, Parma e Reggio Emilia. Questo territorio, noto anche come “zona tipica”, è delimitato a norma di legge.

La denominazione Parmigiano Reggiano -così come i singoli termini che la compongono- è tutelata da una specifica legge che li riserva esclusivamente al formaggio prodotto in questa zona, in osservanza di un rigoroso standard che ha codificato gli usi locali da sempre osservati durante la produzione.

casaroIl Parmigiano Reggiano si produce da più di sette secoli. Oggi come allora si impiega il pregiato e selezionato latte proveniente esclusivamente dagli allevamenti della zona di produzione. Oggi come sette secoli fa, la maestria dei casari, frutto di esperienze secolari tramandate di padre in figlio, è insostituibile e determinante per la buona riuscita di questo incomparabile formaggio, così come è essenziale la lunga stagionatura naturale che completa, con il lento scorrere delle stagioni, l’opera dell’uomo conferendo aroma, fragranza e gusto ad un alimento unico per genuinità, per valore nutritivo e per l’alta qualità.

Il Parmigiano Reggiano non contiene nè conservanti, nè coloranti, nè antifermentativi.

Queste inimitabili caratteristiche sono garantite dal Consorzio, Ente ufficiale di tutela del prodotto e sono certificate dalla inconfondibile marchiatura incisa a puntini sulla crosta delle forme.
Il Parmigiano Reggiano, formaggio di alta qualità, è diventato il simbolo del più autentico “artigianato gastronomico italiano”.

Scavando nel passato, si scopre poi che il Parmigiano Reggiano ha origini antichissime: alcune fonti bibliografiche di epoca romana (Columella, Varrone, Marziale), confermano infatti l’esistenza, all’inizio dell’era cristiana, di un formaggio di provenienza parmigiana con caratteristiche molto prossime a quelle dell’attuale Parmigiano Reggiano.
La testimonianza più nota e più precisa è comunque quella del Boccaccio che nel suo Decamerone (scritto intorno al 1350) cita il Parmigiano descrivendone un impiego tuttora attualissimo (condire maccheroni e ravioli). E’ pertanto indubbio che già nel 1200-1300 il Parmigiano Reggiano aveva raggiunto quella tipizzazione perfetta e quella notorietà che si è conservata sostanzialmente immutata fino ai giorni nostri.